A Bridge between Two Worlds: the Disciplines with a Historical Vocation and the DHs

Un Ponte tra i Due Mondi: le Discipline a Vocazione Storica e le DH

Serie di Seminari Permanente | Permanent Seminar Series

ILC-CNR & DSU-UniVE

con il Patrocinio di | under the Patronage of
DSU-CNR, VeDPH, CLARIN-IT, CLARIN, DiPText-KC e | and AIUCD

J. J. Grandville, Un Autre Monde (1844)

Il computer […] è espressione dell’uomo, diversa ma non meno espressiva che il suo parlare. La filologia che opera con queste nuove strumentazioni, usando questo nuovo alfabeto elettronico, opera per la propria crescita. La nostra generazione non ha fatto tutto: davanti ai giovani restano ancora immensi spazi aperti. […] fu gigantesco il cambio di dimensioni, di cui forse non ci si rende ancora abbastanza conto: il computer permette oggi censimenti integrali su universi di decine e centinaia di milioni di parole. Da sempre invece la filologia, potendo lavorare solo con carta e penna, aveva dovuto accontentarsi di campionature, scegliendo fior da fiore. Tutti sappiamo come le campionature risultino zoppe a misura che vi si coinvolge la semantica. […] Il computer ha mostrato i propri limiti proprio là dove la filologia possiede la sua specifica forza: l’interpretazione dell’insieme dall’insieme. […] In qualche vero senso essa è sintesi che precede l’analisi.
(Roberto Busa, Informatica e nuova filologia, in Lessicografia, filologia e critica, a cura di Giuseppe Savoca, Firenze, Olschki, 1986, pp. 17-25, alle pp. 18-19)

O studianti, studiate le matematiche, e non edificate sanza fondamenti.
(Leonardo da Vinci, W, 159)


Ormai da (almeno) un paio di decenni, le discipline storicistiche tradizionali che si interessano ai testi e alle lingue – in primis la storia della lingua e la filologia, ma anche la storia della letteratura, la storia, la paleografia e la storia del libro, la filosofia, le scienze giuridiche, etc. – impiegano risorse e strumenti digitali tanto per l’attività di ricerca quanto per la pubblicazione dei risultati, o ancora per la didattica e la divulgazione. D’altro canto, l’informatica umanistica ha acquisito una crescente autonomia e si configura oggi come un campo scientifico vasto e assai vario. In generale, queste due aree della ricerca, pur condividendo gli oggetti di studio, hanno seguito e procedono per lo più su strade separate e parallele: consapevoli della grossolanità della generalizzazione, ci sembra tuttavia di poter affermare che le discipline tradizionali tendono a considerare l’apporto delle DH utile ma non sostanziale, mentre le DH risultano talvolta relativamente poco interessate alle esigenze e agli interessi della comunità scientifica a vocazione storicistica.
È un sintomo di questa scarsa comunicazione tra i due mondi l’esistenza di canali di pubblicazione e discussione prevalentemente distinti (le riviste scientifiche, le associazioni, i convegni periodici) – in effetti, l’esistenza stessa di due comunità scientifiche separate e, per la maggioranza dei loro membri, alternative. Sono effetto di questa scarsa comunicazione tra i due mondi, a nostro avviso, da un lato una certa inerzia del “mondo storicista”, che tende talvolta a adagiarsi, per abitudine, su linguaggi e strumenti antiquati ma noti e fatica a confrontarsi con le linee di ricerca tecnologica più innovative e con il dibattito e le attività di standardizzazione; d’altro lato il proliferare – nel “mondo DH” – di proposte computazionali, riguardo a strumenti e risorse di vario tipo, che talora non trovano un impiego nella ricerca di base (storico-testuale e storico-linguistica).
Il Seminario Permanente “Un Ponte tra i Due Mondi: le Discipline a Vocazione Storica e le DH” si propone di costituire un luogo di incontro e di dibattito costruttivo tra studiosi delle discipline testuali e linguistiche a vocazione storica e studiosi di informatica umanistica.
La domanda generale che fonda il seminario è questa: in che modo le DH contribuiscono alla ricerca (storico-)testuale e (storico-)linguistica, offrendo possibilità di estrapolazione, gestione e manipolazione dei dati non possibili con i metodi di studio tradizionali? e quindi: in che modo la ricerca (storico-)testuale e (storico-)linguistica cambia e ottiene nuovi risultati, ma prima ancora si pone nuove domande, grazie all’impiego di strumenti e risorse digitali? e, d’altro canto: quali sono le direzioni di sviluppo e gli obiettivi che le DH potrebbero o dovrebbero porsi nei prossimi anni nel campo degli studi (storico-)testuali e (storico-)linguistici, per contribuire fattivamente all’aumento o all’approfondimento della conoscenza in questi settori? e in che modo le discipline storicistiche potrebbero o dovrebbero interagire fruttuosamente con la ricerca DH?
Con cadenza idealmente mensile, ogni incontro metterà in dialogo su uno specifico argomento due studiosi (uno per ogni “mondo”), oppure un relatore e un discussant (o più d’uno).
L’ambizione, sul medio e lungo periodo, è portare il Seminario Permanente, attraverso i suoi promotori CNR-ILC, Università Ca’ Foscari di Venezia, AIUCD e CLARIN, a diventare un luogo di incontro privilegiato per rifondare una più stretta relazione tra chi studia testi e lingue in prospettiva storicistica – che abbia un profilo DH o che abbia una formazione e/o interessi di tipo “tradizionale”.

For (at least) a couple of decades now, traditional historicist disciplines that are interested in texts and languages ​​- primarily History of Language and Philology, but also History of Literature, History, Paleography and History of Books, Philosophy, Legal Sciences, etc. – use digital resources and tools for both research activities and the publication of results, or even for teaching and dissemination. On the other hand, Digital Humanities has acquired a growing autonomy and is configured today as a vast and very varied scientific field. In general, these two areas of research, while sharing the objects of study, have followed and proceed mostly on separate and parallel paths: being we aware of the coarseness of this generalization, we seem, however, to be able to state that traditional disciplines tend to consider the contribution of DH useful but not substantial, while DH are sometimes relatively little interested in the needs and interests of the scientific community with a historicistic vocation.
A symptom of this poor communication between the two worlds is the existence of predominantly distinct channels of publication and discussion (scientific journals, associations, periodical conferences) – in fact, the very existence of two separate and, for the majority of their members, alternative scientific communities. In our opinion, the effects of this poor communication between the two worlds are: on the one hand, a certain inertia of the “historicist world”, which sometimes tends to settle, out of habit, on antiquated but well-known languages ​​and tools and struggles to deal with the most innovative technological research lines and with debate and standardization activities; on the other hand, the proliferation – in the “DH world” – of computational proposals, regarding tools and resources of various types, which sometimes do not find use in basic research (historical-textual and historical-linguistic).
The Permanent Seminar “A Bridge between Two Worlds: the Disciplines with a Historical Vocation and the DHs” aims to constitute a place of encounter and constructive debate between scholars of the textual and linguistic disciplines with a historical vocation and scholars of Digital Humanities.
The general question underlying the seminar is this one: how do DHs contribute to (historical-) textual and (historical-) linguistic research, offering possibilities for extrapolation, management and manipulation of data not possible with traditional study methods? and therefore: how does (historical-) textual and (historical-) linguistic research change and obtain new results but, even before that, ask itself new questions, thanks to the use of digital tools and resources? and, on the other hand: what are the directions of development and the objectives that DHs could or should set themselves in the coming years in the field of (historical-)textual and (historical-)linguistic studies, to actively contribute to the increase or deepening of knowledge in these sectors? and how could or should historical disciplines interact fruitfully with DH research?
Ideally on a monthly basis, each meeting will put either two scholars (one for each “world”) or a speaker and a discussant (or more than one) into dialogue on a specific topic.
The ambition, in the medium and long term, is to bring the Permanent Seminar, through its promoters CNR-ILC, Ca’ Foscari University of Venice, AIUCD and CLARIN, to become a privileged meeting place to re-establish a closer relationship among those who study texts and languages ​​from a historicist perspective – whether they have a DH profile or they have a background and/or interests of a “traditional” type.


Primo Ciclo | First Cycle: 24/03/2022, 21/04/2022, 26/05/2022 – Locandina | Playbill

Secondo Ciclo | Second Cycle: 20/09/2022, 20/10/2022, 17/11/2022 – Locandina | Playbill


Comitato Organizzativo | Organizing Committee
Federico Boschetti (ILC-CNR | CLARIN-IT | DiPText-KC)
Elisa Guadagnini (ILC-CNR | DiPText-KC)
Antonio Montefusco (DSU-UniVE)

Web & Comunicazione | Web & Communication
Paola Baroni (ILC-CNR | CLARIN-IT | DiPText-KC)

Media & Comunicazione | Media & Communication
Elena Alessandra Vivan (UniVE / VeDPH | DiPText-KC)

Comitato Scientifico | Scientific Committee
Eugenio Burgio (DSU-UniVE)
Luca D’Onghia (SNS)
Marcello Ferro (ILC-CNR)
Franz Fischer (DSU-UniVE / VeDPH | DiPText-KC)
Marco Maggiore (UniPI)
Tiziana Mancinelli (DSU-UniVE / VeDPH)
Monica Monachini (ILC-CNR | CLARIN-IT | DiPText-KC)
Simonetta Montemagni (ILC-CNR | CLARIN-IT)
Valeria Quochi (ILC-CNR | CLARIN-IT)
Giulia Venturi (ILC-CNR)
Martina Venuti (DSU-UniVE / VeDPH)